Libero Arbitrio

La storia del gatto Pallino

Questa é la storia del nostro Gatto, che si chiama Pallino.

Nel suo primo anno di vita, viveva in una casa con un giardino condominiale, in un contesto esterno piuttosto sicuro. Usciva di casa come un normale gatto di “una volta”.
Stava fuori quasi tutto il giorno, a volte anche di notte, divertendosi a portare dentro le sue prede come trofei.

Era impossibile forzarlo a stare in casa.

La vita avventurosa, anche se con qualche rischio, sembrava per lui irrinunciabile.

Sta di fatto che, a volte più felice di altre, tornava sempre a casa.

Dopo il primo anno si é trasferito con noi in una nuova abitazione che ha una strada di passaggio che noi, i suoi padroni umani, abbiamo ritenuto e giudicato pericolosa (oggettivamente lo è). 

Gli è stato di conseguenza impedito di uscire con le nostre nuove regole, stabilite “per il suo bene”.

All’inizio le nuove regole erano mal sopportate… e un po’ soffriva di questo: niente prede, niente avventure notturne. Non tornava più tutto arruffato…


Poi con il tempo, pian piano ha smesso di chiedere di uscire.

Il confort ha i suoi vantaggi. Ozio, pigrizia, la pappa sempre pronta. È arrivato anche il cane come nuova compagnia. Ha iniziato a guardare “la vita di fuori” solo “da dietro un vetro” della finestra.

Ora sono passati 6 anni. Ha accettato la “nuova normalità” ed lui il primo a desiderarla!

Se proviamo a farlo uscire noi intenzionalmente (portarlo con noi dai “nonni col giardino”), lui si rifiuta categoricamente anche solo di essere portato fuori dalla porta. Nonostante le nostre buone intenzioni si dimena furiosamente ed è veramente fuori ombra di dubbio che tenti di varcare anche solo il pianerottolo.

Non ha più alcuna intenzione di assaporare le avventure della “vita di fuori” (ne’ di sua iniziativa ne’ invitato).
E’ un gatto felice che sta bene, gioca e si diverte… Sì. 

Ma la sua natura felina è “spenta”.

E’ diventato a tutti gli effetti un “animale domestico”. 

(E qui non si tratta di giudicare che sia giusto o sbagliato. È un fatto. Evolutivamente parlando è un passaggio richiesto dall’Anima-le).

Questo racconto non è per mettere il focus sulla gestione degli animali domestici. 

E’ scontato dire che il tutto è fatto con profondo amore e per il suo bene.

E’ perché osservando gli Animali (ne ho da quando sono nato) si imparano tante cose anche sul comportamento umano! Le similitudini di azione-reazione sono molto simili da un punto di vista istintivo.

Per un abitante terrestre… 

quanto facilmente si può rinunciare alla propria scintilla interiore e alla propria natura Animica  per il confort e la sicurezza delle regole imposte dalla società?
Uniformarsi permette di sfuggire dai pericoli mondo?
L’ uomo ha bisogno di diventare domestico come un animale, al servizio di chi lo comanda?

Un animale domestico non ha molta scelta se non quella di seguire i propri padroni che si spera agiscano sempre e comunque per il suo bene.

A livello umano invece… La possibilità di scegliere c’è.

Siamo sicuri che chi prende le decisioni per la gestione delle masse lo faccia davvero per il bene del prossimo, e non per i propri interessi personali (qualunque essi siano)??

Un essere umano ha più possibilità e una scelta in più rispetto ad un animale domestico, 

Può essere schiavo e spegnere i sogni del progetto dello Spirito… Oppure “Re del suo Regno”.
Questo nella misura in cui decide di prendere la responsabilità su di se’ della propria Libertà e delle proprie scelte, incarnando con coerenza le richieste del proprio Spirito. 

Fabrizio

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