Erika Biavati

Erika Biavati

″Ho 39 anni e sono una persona abituata a FARE, non a lasciar fare, nè tantomeno a “lasciarsi fare”. Difficilmente mi fido e ancor meno mi affido, tendo a sobbarcarmi impegni e responsabilità, a prendermi cura degli altri, sia nel lavoro (per 14 anni ho assistito disabili e ora insegno canto), sia nella vita privata (amo prendermi cura di persone e animali). Insieme alla passione nel fare le cose, aumenta però anche la fatica e nel tempo questo peso è cresciuto, latente, non ascoltato, perchè ero troppo impegnata a correre. Fortunatamente il corpo ha una sua intelligenza preservativa, che sa prendere il sopravvento… e così gli acciacchi hanno iniziato a farsi sentire, per ristabilire l’ordine e le priorità. Non ho voluto ignorare i campanelli d’allarme e così ho deciso di occuparmi anche di me, o almeno del mio corpo.....

Ho iniziato un percorso di fisioterapia per non avere disturbi che mi impedissero di continuare a FARE tutto ciò che dovevo fare. Quello che non sapevo è che non avrei curato solo il mio corpo e che non sarebbe cambiata solo la mia postura. Non credevo che delle “banali” pressioni, degli allungamenti, delle indicazioni fossero altro. Non avrei mai pensato di arrivare a chiedere un trattamento Reiki, del quale ignoravo la potenza. Io, scettica, diffidente, e così tante volta sorda verso il mio corpo, oggi quasi non mi riconosco!

Non ero abituata a stare in ascolto delle mie esigenze, a domandarmi se il mio corpo fosse d’accordo rispetto al mio stile di vita, rispetto alle mie scelte, che fossero posturali, di impegno fisico o fatiche emotive, scelte di vita e addirittura alimentari e relazionali.

Il percorso che tutt’ora porto avanti è un “corso formativo”, un’esperienza di crescita e di miglioramento, un viaggio alla scoperta del benessere. Stare bene per me ha sempre significato “fare bene”, ma adesso questo fare bene coinvolge anche me stessa ed è diventato un “farmi del bene”. Ho imparato ad essere più aperta, possibilista, in ascolto. E la qualità della mia vita è notevolmente migliorata. Per questo motivo il mio percorso è in essere, e lo sarà a lungo, perchè quando assaggi qualcosa di buono, poi vuoi continuare a cibartene, soprattutto quando trovi una guida come Laura, che non è solo una fisioterapista che “fa bene il proprio lavoro”, ma una persona empatica, che riesce a portare equilibrio e piacere. Ho suggerito a molte persone di seguire il mio esempio, proprio perchè sono sempre attenta alla qualità di vita di chi mi circonda e penso che suggerire cose buone migliori un pochino il mondo. E quindi… grazie <3″

     

 

Creativamente Benessere
2020-12-24T18:02:54+01:00

 

″Ho 39 anni e sono una persona abituata a FARE, non a lasciar fare, nè tantomeno a “lasciarsi fare”. Difficilmente mi fido e ancor meno mi affido, tendo a sobbarcarmi impegni e responsabilità, a prendermi cura degli altri, sia nel lavoro (per 14 anni ho assistito disabili e ora insegno canto), sia nella vita privata (amo prendermi cura di persone e animali). Insieme alla passione nel fare le cose, aumenta però anche la fatica e nel tempo questo peso è cresciuto, latente, non ascoltato, perchè ero troppo impegnata a correre. Fortunatamente il corpo ha una sua intelligenza preservativa, che sa prendere il sopravvento… e così gli acciacchi hanno iniziato a farsi sentire, per ristabilire l’ordine e le priorità. Non ho voluto ignorare i campanelli d’allarme e così ho deciso di occuparmi anche di me, o almeno del mio corpo..... Ho iniziato un percorso di fisioterapia per non avere disturbi che mi impedissero di continuare a FARE tutto ciò che dovevo fare. Quello che non sapevo è che non avrei curato solo il mio corpo e che non sarebbe cambiata solo la mia postura. Non credevo che delle “banali” pressioni, degli allungamenti, delle indicazioni fossero altro. Non avrei mai pensato di arrivare a chiedere un trattamento Reiki, del quale ignoravo la potenza. Io, scettica, diffidente, e così tante volta sorda verso il mio corpo, oggi quasi non mi riconosco! Non ero abituata a stare in ascolto delle mie esigenze, a domandarmi se il mio corpo fosse d’accordo rispetto al mio stile di vita, rispetto alle mie scelte, che fossero posturali, di impegno fisico o fatiche emotive, scelte di vita e addirittura alimentari e relazionali. Il percorso che tutt’ora porto avanti è un “corso formativo”, un’esperienza di crescita e di miglioramento, un viaggio alla scoperta del benessere. Stare bene per me ha...